Beni, patrimoni, forme societarie, corpo, ingegno, identità, privacy possono essere tutte declinazioni del concetto di proprietà, intesa in senso materiale o immateriale. Questo volume, ormai classico, presenta gli studi di Stefano Rodotà sulla proprietà privata e sui modi in cui è stata disciplinata come fulcro dei sistemi giuridici moderni. La nuova edizione accoglie una approfondita riflessione sui "beni comuni", una delle più recenti battaglie... (continua)
L'usucapione è un istituto che presenta molti spunti significativi sia dal punto di vista sostanziale per gli effetti che, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, ad essa si ricollegano (acquisto della proprietà o di altri diritti reali di godimento), sia dal punto di vista processuale (es. la prova dell'usucapione agevola la prova, altrimenti "diabolica", della proprietà da parte di chi agisce in rivendicazione). Questo manuale si propone, pertanto, di offrire... (continua)
Il modulo “Della Proprietà” è un autorevole commento articolo per articolo della disciplina normativa codicistica in tema di proprietà e contiene anche il commento alle più importanti normative speciali.
L’Opera, coordinata dai Proff.i Iannarelli e Macario e divisa in 4 volumi (Primo volume: 810-868 – Secondo volume: 869-1116 – Terzo volume: 1117-1172; Quarto volume: Leggi Collegate), è commentata da accademici e... (continua)
Il proprietario ha diritto di godere e disporredelle cose in modo pieno (1) ed esclusivo (2), entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico [Cost. 42, 43, 44].
(1) Il proprietario può godere e disporre della cosa senza alcun limite.
(2) Il proprietario può escludere chiunque altro dal godimento della cosa: inoltre è impossibile che sullo stesso bene esistano più diritti di proprietà [v. 1100].
In seguito all'elaborazione che ha avuto l'istituto, il diritto di proprietà è pieno ed esclusivo ma non più assoluto. Non incontra solo limiti negativi ma anche positivi. I limiti legali della proprietà possono essere divisi in due categorie: limiti posti dalla legge nell'interesse pubblico; limiti posti dalla legge nell'interesse privato.
Per comprendere la natura dei limiti posti nell'interesse pubblico occorre ricordare che la Costituzione, all'art. 42, assegna alla proprietà anche una funzione sociale: la proprietà del singolo può essere parzialmente o totalmente sacrificata per realizzare un interesse pubblico.
Il codice, e alcune leggi speciali, prevedono alcuni istituti tramite i quali realizzare la funzione sociale. In particolare si ricordano: l'espropriazione per pubblica utilità [v. 834], la requisizione, [v. 835] l'occupazione, la disciplina della proprietà edilizia [v. 869-872], la disciplina della proprietà fondiaria [v. 840 ss.].
I limiti posti nell'interesse privato, invece, regolano i rapporti tra proprietà vicine, e i conflitti nascenti dalle reciproche facoltà di godimento del bene (distanze tra costruzioni [v. 873-899], luci [v. 900-907]; acque [v. 909-921]; stillicidio [v. 908]).
Da tener presente che i limiti posti nell'interesse pubblico non vanno confusi con le servitù, queste sono infatti una particolare categoria di diritti reali che si manifestano in un peso imposto ad un fondo per realizzare un'utilità di un altro fondo appartenente ad un altro proprietario [v. 1027].
Oltre la pienezza ed esclusività, altri caratteri fondamentali del diritto di proprietà sono l'elasticità, intesa come attitudine a riespandersi quando vengono meno i limiti che la comprimevano, e l'imprescrittibilità.
L’Opera, una delle prime della nuova collana “Diritto italiano nella giurisprudenza” diretta dal Prof. Paolo Cendon e appartenente alla sezione “Responsabilità Civile”, approfondisce la disciplina della responsabilità civile legata al danno da immissioni.
Attraverso un commento di taglio pratico rivolto esclusivamente al professionista, il volume analizza in particolare la disciplina del danno ambientale come previsto dal codice civile e... (continua)