Art. precedente Art. successivo

Articolo 2733

Codice Civile

Confessione giudiziale

← Art. precedente Art. successivo →

Dispositivo dell'art. 2733 Codice Civile

È giudiziale la confessione resa in giudizio.
Essa forma piena prova contro colui che l'ha fatta, purché non verta su fatti relativi a diritti non disponibili (1).
In caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è liberamente apprezzata dal giudice [1309, 2728, 3] (2).

Note

(1) La disposizione, ribadendo il principio di esperienza secondo cui chi ammette un fatto a sè sfavorevole e favorevole ad altri dice il vero, stabilisce che la prova confessoria è prova legale, cioè vincola non soltanto la parte dichiarante, a cui non consente alcuna prova avversa, ma soprattutto il giudice. Egli infatti deve sempre subordinare ad essa il proprio convincimento, mentre l'unica occasione in cui valuta con una libera discrezionalità riguarda l'ipotesi di diritti indisponibili da parte del dichiarante.

(2) Nella circostanza di litisconsorzio necessario (v. 102 c.p.c.), il giudizio deve concludersi con una decisione unica rispetto a tutte le parti della controversia, perciò la disposizione in commento stabilisce che possa conservare efficacia probatoria piena, quale prova legale, la confessione espressa da tutti i litisconsorti; altrimenti, se resa soltanto da alcuni, sarà discrezionalmente valutata dal giudice.


Ratio Legis

La norma si occupa della confessione resa in giudizio, al fine di dichiararne la piena efficacia probatoria.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 7015/2012

Le dichiarazioni rese in giudizio dal difensore, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte, non hanno efficacia di confessione, ma possono essere utilizzate dal giudice come elementi indiziari, valutabili agli effetti dell'art. 2729 c.c. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione di merito che aveva riconosciuto il possesso sulla base delle ammissioni del difensore del convenuto per usucapione, in quanto corroborate da altri elementi inferenziali desunti dalla condotta proprietaria dell'attore).

Cass. n. 17239/2010

Le dichiarazioni rese in sede d'interrogato­rio libero o non formale, che è istituto finalizzato alla chiarificazione delle allegazioni delle parti e dotato di funzione probatoria a carattere mera­mente sussidiario, non possono avere valore di confessione giudiziale ai sensi dell'art. 229 c.p.c., ma possono solo fornire al giudice elementi sussidiari di convincimento utilizzabili ai fini del riscontro e della valutazione delle prove già acquisite; ne consegue che rientra nel potere di­screzionale del giudice di merito la scelta relativa alla concreta utilizzazione di tale strumento pro­cessuale, non suscettibile di sindacato in sede di legittimità, e che la mancata considerazione delle sue risultanze, da parte del giudice, non integra il vizio di omesso esame di un punto decisivo della controversia.

Cass. n. 13212/2006

In tema di prova civile, la confessione giu­diziale o stragiudiziale richiede una esplicita di­chiarazione della parte o del suo rappresentante in ordine alla verità di fatti ad essa sfavorevoli o favorevoli all'altra parte, e, pur potendo desumersi da un comportamento o da fatti concludenti, non può consistere in una dichiarazione solo impli­citamente o indirettamente ammissiva dei fatti in discussione, che è utilizzabile quale elemento meramente presuntivo od indiziario; infatti, la di­chiarazione intanto pub essere qualificata come confessione in quanto consti di un elemento sog­gettivo, consistente nella consapevolezza e volon­tà di riconoscere la verità di un fatto a sé sfavore­vole e favorevole all'altra parte e di un elemento oggettivo, che è configurabile quando, dall'am­missione non controversa di un fatto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e un vantaggio corrispondente per il destinatario della dichiarazione. (Nella specie, è stato escluso che - con riferimento alla pattuizione del compen­so in misura corrispondente ai minimi previsti dalla tariffa forense - potesse qualificarsi come confessione stragiudiziale la comunicazione con cui il legale aveva manifestato al cliente la volontà di pretendere la liquidazione degli onorari nella misura dovuta e non più nei minimi tariffari, ai quali in precedenza aveva dichiarato di limitare la pretesa).

Cass. n. 26686/2005

Pur essendo vero che le ammissioni conte­nute nella comparsa di risposta — così come in uno degli atti processuali di parte indicati dall'art. 125 c.p.c. — siccome facenti parte del processo, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., è tuttavia necessario che la comparsa, affinché possa produrre tale efficacia probatoria, sia stata sotto­scritta dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli contenute nell'atto. Conseguentemente, è inidonea a tale scopo la mera sottoscrizione della procura scritta a margine o in calce che, anche quando riportata nel medesimo foglio in cui è in­serita la dichiarazione ammissiva, costituisce atto giuridicamente distinto, benché collegato.

Cass. n. 4744/2005

Le dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte, non hanno efficacia di confessione ma possono soltanto fornire elementi indiziari qualora l'atto sia sottoscritto dal difen­sore e non dalla parte personalmente, atteso che la confessione giudiziale spontanea può essere manifestata efficacemente solo da chi abbia il potere di disporre del diritto controverso e quindi non dal difensore. a meno che questi sia munito d'apposito mandato in tal senso, che si aggiunga alla procura alle liti.

Cass. n. 18655/2003

La confessione giudiziale costituisce una dichiarazione di scienza, il cui elemento essenziale è una affermazione inequivoca in ordine ad un fatto storico dubbio, resa la quale gli effetti che ne derivano sono stabiliti dalla legge; ne consegue che è irrilevante l'indagine sull'intento perseguito dall'autore di essa nel renderla, in quanto non spiega alcuna rilevanza né che l'autore della con­fessione abbia voluto scientemente costituire una prova, né il fine per il quale ha pronunciato la di­chiarazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ave­va ritenuto la dichiarazione resa da una parte in ordine al fatto che sul fondo oggetto della contro­versia i componenti di un nucleo familiare svol­gessero attività continuativa e coordinata, volta alla normale conduzione del fondo).

Cass. n. 15515/2003

Le dichiarazioni rese in giudizio dal di­fensore, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte non hanno efficacia di confessione ma costituiscono elementi di libero apprezzamen­to da parte del giudice di merito (in applicazione di tale principio di diritto, la S.C. ha cassato la sentenza di merito per difetto di motivazione, in quanto questa, a seguito della negazione dell'esi­stenza di un rapporto di lavoro subordinato tra il proprio assistito e il datore di lavoro, resa dal difensore, ha interpretato la stessa come rinuncia ad un capo di domanda senza apprezzarla libera­mente).

Cass. n. 2469/2003

Per potersi qualificare alla stregua di una confessione stragiudiziale, l'affermazione con­tenuta in uno scritto difensivo depositato in un giudizio tra terzi deve essere direttamente im­putabile alla parte, e non solo al suo difensore, giacché questi non ha la disponibilità del diritto cui la pretesa confessione si riferisce.

Cass. n. 607/2003

Le dichiarazioni rese dalla parte in sede di interrogatorio formale costituiscono confessione giudiziale se, sotto il profilo soggettivo, ricorre l'animus confitendi, consistente nella consape­volezza e volontà di riconoscere un fatto a sé sfavorevole e vantaggioso per l'altra parte, indi­pendentemente dalla consapevolezza delle con­seguenze che possono derivarne, dovendo altresì la certezza in ordine al verificarsi di detto fatto ricavarsi esclusivamente da siffatte dichiarazioni, senza necessità di un qualsiasi ulteriore conforto probatorio.

Cass. n. 11946/2002

Le missive preprocessuali e le affermazioni contenute negli atti processuali provenienti dal legale della parte non hanno valore confessorio, ma hanno carattere indiziario, e come tali posso­no essere legittimamente 'utilizzate e liberamente valutate dal giudice ai fini della formazione del proprio convincimento; di esse non può essere aprioristicamente omesso l'esame in quanto il giudice ha comunque l'obbligo di valutare in con­creto la rilevanza degli elementi indiziari acquisiti al giudizio ed è tenuto a dare conto in motivazio­ne sia quando li ritenga sufficienti per fondarvi la propria decisione; sia, all'opposto, quando non li ritenga determinanti.

Cass. n. 4727/2001

Le ammissioni contenute negli scritti di­fensivi sottoscritte unicamente dal procuratore ad litem, pur non avendo valore confessorio, costituiscono elementi indiziari che possono liberamente essere valutati dal giudice per la for­mazione del suo convincimento. Quando invece esse rechino anche la sottoscrizione della parte, in calce o a margine dell'atto, ben può ad esse essere attribuito, dal giudice, valore confessorio, dovendo presumersi che la parte abbia avuto la piena conoscenza di quelle ammissioni e ne abbia assunto anch'essa la titolarità.

Cass. n. 2574/1994

La confessione giudiziale ha piena efficacia di prova legale solo quando, quale riconoscirnen­to puro e semplice della verità di fatti sfavorevoli alla parte dichiarante, assume carattere di uni­vocità e di incontrovertibilità, vincolante per il giudice. Quando, invece, vengono dichiarati altri fatti e circostanze idonei ad infirmare, modificare od estinguere l'efficacia dell'evento confessato, la confessione resa in giudizio è apprezzata libera­mente dal giudice.

Cass. n. 4337/1993

La confessione, resa nel giudizio penale, non costituisce fonte di prova neppure nel processo civile. Essa può tuttavia essere utilizzata dal giu­dice come elemento di riscontro di altri elementi se non oppugnata da contrarie e più attendibili risultanze.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 2733 del c.c.che hanno ricevuto risposta dalla redazione di Brocardi.it

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it. Trattasi di quesiti per cui è stato richiesto il servizio di risposta a pagamento o che presentano particolare interesse giuridico in ragione del quale la redazione ha ritenuto di rispondere gratuitamente.

Quesito n. 7112/2012 giovedì 22 novembre 2012

Diego chiede

Perche questo articolo, cosi' come il 2738, 3°co., non è applicabile al litisconsorzio facoltativo?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 7112/2012 [risposta gratuita]

La norma in analisi non trova applicazione in caso di litisconsorzio facoltativo in quanto il litisconsorte confitente non ha alcun potere di disposizione in ordine a situazioni giuridiche che fanno capo agli altri litisconsorti, soggetti del rapporto processuale, avendo la dichiarazione confessoria nei confronti del solo confitente valore di prova legale. Questo perchè il litisconsorzio facoltativo consiste nell'unione di posizioni scindibili.

Diversamente, nel caso di litisconsorzio necessario la norma trova il suo fondamento nell'impossibilità logica di una diversificazione dell'efficacia della prova nei confronti delle parti di un rapporto che, per sua natura essendo unico e inscindibile, deve necessariamente essere unitariamente valutato (Cass. Civ, Sez. II 16.11.1992 n. 12277).

Tag: valore confessione giudiziale, litisconsorzio facoltativo e necessario

Quesito n. 7111/2012 giovedì 22 novembre 2012

Diego chiede

In caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti sarà quindi valutata dal giudice come argomento di prova?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 7111/2012 [risposta gratuita]

In merito al quesito proposto merita di essere ricordata la posizione della Corte di Cassazione, pressoché unanime nel ritenere che la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti necessari è liberamente apprezzata dal giudice nei confronti di tutti in quanto "l'art. 2733, III co., c.c., non distingue tra i litisconsorti che l'hanno resa e gli altri. Invece, in caso di litisconsorzio facoltativo, la confessione resa da uno dei litisconsorti a seguito delle domande rivoltegli in sede di interrogatorio formale ha valore di prova legale nei confronti del confitente, ma non nei confronti delle persone diverse da lui, in quanto costui non ha alcun potere di disposizione in ordine a situazioni giuridiche che fanno capo ad altri distinti soggetti del rapporto processuale, nei confronti dei quali ai giudice è consentito di apprezzare liberamente la dichiarazione confessoria" (ex multis Cass. Civ. Sez. III, 19 gennaio 2006, n.1013).

Tag: Confessione, valore di prova legale, argomento di prova, litisconsorzio necessario

Testi per approfondire questo articolo

Perizie civili. Strategie e opposizioni

Collana: Legale. L'attualità del diritto
Pagine: 262
Data di pubblicazione: aprile 2014
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €

L'opera, con la sezione questioni giurisprudenziali dove si risponde ai quesiti pratici con l'interpretazione della giurisprudenza più recente, analizza le strategie processuali e le opportunità che si offrono all'avvocato per sindacare le conclusioni del giudice che riguardano la consulenza tecnica nel processo di cognizione e nei riti speciali. Tali opportunità si colgono nel corpo del testo e si evincono ogni qual volta è affrontata la tematica relativa alla... (continua)

Il nuovo manuale del CTU. Con CD-ROM

Autore: Aleo Massimo
Pagine: 422
Data di pubblicazione: aprile 2013
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume "Il nuovo manuale del CTU" si propone come un'utile guida per i professionisti che intendono occuparsi di perizie e consulenza tecnica giudiziaria specialmente in campo immobiliare. La consulenza d'ufficio sugli immobili è un particolare settore professionale che sta assumendo negli ultimi tempi un crescente rilievo parallelamente al notorio incremento del contenzioso civile e amministrativo. Per altro verso, è lecito attendersi un ulteriore sviluppo per l'effetto... (continua)

Presunzioni giurisprudenziali e riparto dell'onere probatorio

Autore: Benigni Elena
Editore: Giappichelli
Pagine: 240
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 25,00 -10% 22,50 €
Categorie: Istruzione

Sommario

Introduzione. – I. Il diritto alla rappresentazione dei fatti nel processo. – II. Dal diritto alla prova all’onere della prova quale regola di giudizio. – III. La distribuzione dell’onere probatorio nel processo. Il dato normativo e la tutela del diritto alla prova. – IV. Le convenzioni sull’onere della prova . – V. La presunzione giurisprudenziale e la “difficoltà a provare” nel processo.... (continua)

L'istruzione probatoria nel processo civile

Editore: Giuffrè
Collana: Orientamenti di merito
Data di pubblicazione: aprile 2013
Prezzo: 32,00 -10% 28,80 €
Categorie: Istruzione

Il volume è dedicato al tema della costituzione e assunzione della prova, ripartita tra il codice civile ed il codice di procedura civile. Suddiviso in due parti, il testo destina i primi capitoli alla disciplina delle prove in generale, esaminando tra l'altro l'onere probatorio nell'adempimento delle obbligazioni, nella responsabilità medica e nella responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Nella seconda parte vengono, invece, analizzati i singoli mezzi di... (continua)

La testimonianza nel processo civile

Autore: Viola Luigi
Editore: Giuffrè
Collana: Fatto & diritto
Data di pubblicazione: ottobre 2012
Prezzo: 28,00 -10% 25,20 €
Categorie: Prova testimoniale

L'opera analizza l'istituto della testimonianza nel processo civile alla luce degli orientamenti più rilevanti e recenti espressi da dottrina e giurisprudenza e le relative ricadute pratiche. Si tiene conto, altresì, delle principali novità che hanno riguardato la materia come: la testimonianza scritta, l'onere di specifica contestazione, i riti impuri (d.lgs. 150/2011) che presentano nuovi limiti probatori, la citazione via fax o posta elettronica certificata,... (continua)

La consulenza tecnica nel processo civile

Editore: Giuffrè
Data di pubblicazione: gennaio 2013
Prezzo: 50,00 -10% 45,00 €

Il testo si propone di fornire, tramite un'esauriente trattazione sia teorica che pratica della materia, un quadro completo della consulenza tecnica d'ufficio, indirizzato sia al giurista che al tecnico. In tale ottica, il testo dà ampio spazio al giudizio di cognizione dinanzi il giudice ordinario, pur soffermandosi anche sull'istituto dell'accertamento tecnico preventivo, compreso l'ATP obbligatorio di recente introduzione, sulla consulenza tecnica preventiva e sul procedimento di... (continua)

Il C.T.U. («l'occhiale del giudice»)

Editore: Giuffrè
Collana: Itinerari nel processo civile
Data di pubblicazione: settembre 2012
Prezzo: 42,00 -10% 37,80 €

Il volume nella sua terza edizione dà conto in primo luogo della sopravvenuta giurisprudenza di legittimità e di merito, aggiornata ad aprile 2012; attenzione si è prestata alle modifiche normative apportate all'art. 195 c.p.c., al nuovo procedimento di conciliazione di cui all'art. 445-bis, inserito dall'art. 38, comma 1, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, alle nuove modalità di partecipazione del c.t.p. dell'ente pubblico nelle cause previdenziali. Alcune materie,... (continua)

Le prove informatiche nel processo civile

Collana: Diritto e professione
Data di pubblicazione: febbraio 2014
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume tratta il fenomeno delle prove informatiche nel processo civile, ormai trasversale a quasi tutte le attività giudiziali. Oltre alle più tradizionali questioni circa il documento informatico, le firme elettroniche e l'utilizzo dell'informatica per illeciti tradizionali compiuti attraverso mezzi digitali, gli influssi dell'informatica sul diritto stimolano nuove e ormai più ricorrenti sfide giudiziali: si pensi ad un risarcimento danni per incidente stradale... (continua)

Il nuovo manuale del CTU. Con CD-ROM

Autore: Aleo Massimo
Data di pubblicazione: luglio 2012
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume "Il nuovo manuale del CTU" si propone come un'utile guida per i professionisti che intendono occuparsi di perizie e consulenza tecnica giudiziaria specialmente in campo immobiliare. La consulenza d'ufficio sugli immobili è un particolare settore professionale che sta assumendo negli ultimi tempi un crescente rilievo parallelamente al notorio incremento del contenzioso civile e amministrativo. Per altro verso, è lecito attendersi un ulteriore sviluppo per l'effetto... (continua)

Delle presunzioni. Artt. 2727-2729

Editore: Giuffrè
Collana: Il codice civile. Commentario
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €
Categorie: Presunzioni

L'opera presenta una lettura interdisciplinare del tema delle presunzioni, che analizza, anzitutto nei suoi fondamenti teoretici e, quindi, nei contenuti istituzionali. Una particolare attenzione è dedicata alla dimensione processuale dell'istituto, rispetto alla quale i recenti interventi legislativi, operati nel segno della ragionevole durata del processo, mettono alla luce gli aspetti di maggiore criticità. L'ultima parte è dedicata alla prove atipiche, che, delle... (continua)