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Articolo 2714

Codice Civile

Copie di atti pubblici

Dispositivo dell'art. 2714 Codice Civile

Le copie di atti pubblici spedite nelle forme prescritte da depositari pubblici autorizzati fanno fede come l'originale [2716] (1).
La stessa fede fanno le copie di atti pubblici originali, spedite da depositari pubblici di esse, a ciò autorizzati (2).

Note

(1) Le copie degli atti pubblici assumono la medesima efficacia dei propri originali, potendo quindi essere utilizzati in sostituzione di tali atti che la parte non riesca a rinvenire, qualora siano state osservate le prescrizioni formali sancite dalla legge. Infatti, è necessario che siano formate da coloro ai quali il legislatore ha attribuito il compito di tenere gli atti a disposizione del pubblico e che hanno, di conseguenza, l'obbligo del rilascio su richiesta, quali, primi fra tutti, notai e cancellieri.
(2) In materia di copie informatiche, è necessario fare riferimento agli artt. 22 - 23ter, d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell'amministrazione digitale).

Ratio Legis

La norma stabilisce le formalità necessarie affinché la copia di un atto rivesta efficacia probatoria: in primis è necessaria l'assoluta conformità all'originale, in secondo luogo, questa deve risultare o dall'autenticazione, attraverso la quale si ottiene la cosiddetta copia autenticata, o dall'assenza di disconoscimento. Possono comunque verificarsi eventuali contestazioni sull'uguaglianza tra documento originale e copia, che verranno esaminate attraverso un procedimento ad hoc (procedimento di collazione), attraverso cui il pubblico ufficiale competente accerta la conformità della copia e la certifica con l'apposizione su di essa del proprio visto.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 12241/2003

In tema di prova documentale, l'apposizione della formula esecutiva sulla copia della sentenza rilasciata dal cancelliere ai sensi dell'art. 153 disp. att. c.p.c. contiene necessariamente, anche implicitamente, la attestazione di conformità all'originale che ne costituisce il presupposto. Ne consegue che il rilascio di copia in cui sia appo­sta l'attestazione di conformità ad altra copia in forma esecutiva assume lo stesso valore della co­pia conforme all'originale in virtù dell'art. 2714, secondo comma c.c.

Cass. n. 16419/2002

Ha valore probatorio come l'originale la copia conforme di un atto pubblico (nella spe­cie, sommario processo verbale di infrazione al codice della strada), quando questa sia una rap­presentazione scritta dell'originale nella quale i segni grafici particolari, come le firme, siano rap­presentati con l'espressione "firmato", seguita dal nome e cognome del sottoscrittore dell'atto e la certificazione della corrispondenza tra il docu­mento conservato in atti e quello di cui si dichiara la conformità sia attestata dal pubblico ufficiale competente che sottoscrive l'atto riprodotto.

Cass. n. 1636/1996

A norma degli artt. 2714 e 2715 c.c. alla fotocopia di atto pubblico o scrittura privata rila­sciata dall'ufficio del registro con annotazione di conformità all'originale deve essere attribuita efficacia probatoria pari all'originale, con la con­seguenza che, ove prodotta in giudizio, si ha per riconosciuta in mancanza di disconoscimento ai sensi dell'ari. 215 n. 2 c.p.c.

Cass. n. 1607/1975

Sebbene — ai sensi degli artt. 2714 e 2715 c.c. — facciano piena prova in giudizio soltanto le copie degli atti pubblici e delle scritture private spedite nelle forme di legge, il giudice può attri­buire rilevanza probatoria alle copie informi, esi­bite dalle parti, quando riconosca che esse corri­spondono all'origine. Tale valutazione è riservata al giudice del merito.

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