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L' eredità tra accettazione e rinunzia

Data di pubblicazione: dicembre 2006
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Il volume costituisce uno studio organico sulle fattispecie dell'accettazione dell'eredit? pura e semplice, sull'accettazione dell'eredit? con beneficio di inventano e sulla rinunzia all'eredit? . I temi passati in rassegna nella monografia sono trattati in maniera lineare ed omogenea, tenendo presente la sistematica del codice civile, nonché le evoluzioni della dottrina e della giurisprudenza di settore. Gli istituti sviluppati nel corso dell'esposizione vengono esaminati nella... (continua)


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Dispositivo dell'art. 475 Codice Civile

L'accettazione è espressa quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata (1), il chiamato all'eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede (2).
È nulla la dichiarazione di accettare sotto condizione o a termine (3).
Parimenti è nulla la dichiarazione di accettazione parziale (4) di eredità.

Note

(1) Per l'accettazione espressa è quindi richiesta la forma scritta.

(2) L'accettazione ha sempre efficacia retroattiva, ossia si considera avvenuta nel momento della morte del soggetto della cui eredità si tratta, anche se materialmente viene sempre effettuata dopo [v. 459].

(3) L'accettazione è un negozio puro che non tollera, cioè, l'opposizione di elementi accidentali: la legge, nel caso che l'elemento accidentale venga inserito contro il divieto, sancisce la nullità dell'intero negozio.

(4) Quella cioè con la quale il chiamato dichiara di accettare solo una parte dell'eredità o solo alcuni beni di questa.


Ratio Legis

L'accettazione dell'eredità garantisce la continuazione nell'erede della personalità giuridica del defunto, onde evitare che i suoi beni si perdano alla sua morte. Questa continuazione deve, peraltro, essere totale e definitiva; ecco perché la legge non ammette un'accettazione che possa venir meno, ovvero che decorra da un dato momento (e non, invece, dal momento della morte del defunto) come avverrebbe se si ammettesse un'accettazione sotto condizione o a termine (semel heres, semper heres). Per lo stesso motivo si esclude un'accettazione parziale: la continuazione tra erede e defunto deve essere totale.

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