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Articolo 2083

Codice Civile

Piccoli imprenditori

Dispositivo dell'art. 2083 Codice Civile

Sono piccoli imprenditori (1) i coltivatori diretti del fondo [1647](2), gli artigiani (3), i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia [230 bis, 2202, 2214, 2221; art. 45 Cost.; l.f. 1] (4) (5).

Note

(1) Per la nozione di «piccola impresa» ai fini della concessione di agevolazioni, vedi art. 1, l. 5-10-1991, n. 317 (Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese), nonché d.m. industria 22-3-1994 (Definizione di piccola e media impresa da applicare alle normative agevolative).

(2) Cfr. art. 28, l. 2-6-1961, n. 454 (Piano quinquennale per lo sviluppo dell'agricoltura).

(3) Cfr. l. 8-8-1985, n. 443 (Legge quadro per l'artigianato).

(4) Per essere piccolo imprenditore è necessario che il lavoro proprio e dei propri familiari sia prevalente sul lavoro dei dipendenti e sul capitale investito nell'impresa.

(5) L'essere qualificato come piccolo imprenditore comporta la non assoggettabilità alla disciplina prevista per l'imprenditore commerciale. In particolare, il piccolo imprenditore: a) è esonerato dalle scritture contabili; b) è iscritto in una sezione speciale del registro delle imprese [v. 2188] e tale iscrizione ha solo funzione di «certificazione anagrafica e di pubblicità notizia»; c) non può essere sottoposto, in caso d'insolvenza (impossibilità di pagare i propri debiti), alla procedura fallimentare né alle altre procedure concorsuali [v. 2221].

Ratio Legis

La norma intende qualificare preliminarmente e non tassativamente alcune tra le più comuni figure di piccoli imprenditori. Essa dunque, nell'intento del legislatore, è destinata ad avere una funzione descrittiva diretta ad indicare i requisiti essenziali affinché un soggetto possa essere qualificato piccolo imprenditore. In passato l'art. 2083 doveva essere integrato con la definizione di piccolo imprenditore contenuta nell'art. 1, comma 2, della legge fallimentare (r.d. 267/1942). Tale norma è però attualmente non più operativa per intervenuta pronuncia di incostituzionalità. Sicché l'unico criterio di attribuzione della qualifica di piccolo imprenditore è quello contenuto nel presente articolo.

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Quesiti degli utenti
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Quesito n. 2293/2011 giovedì 3 febbraio 2011

Luigi Marini chiede

Vi chiedo la definizione di coltivatore diretto, e se da pensionato è esente dal pagamento ICI.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2293/2011 [risposta gratuita]

Il coltivatore diretto, ai sensi dell'art. 2082 del c.c. è un imprenditore. Per questo motivo si deve anche ritenere che la nozione di coltivatore diretto abbracci, in linea di principio, anche tutte le attività qualificate come essenzialmente agricole ai sensi dell'art. 2135 del c.c. In quanto imprenditore, il coltivatore diretto deve possedere il requisito della professionalità e, a tal proposito, dottrina e giurisprudenza interpretano tale requisito nel senso di stabilità e non occasionalità. Ai fini della legge 203 del 1982, sono equiparati ai coltivatori diretti le cooperative costituite dai lavoratori agricoli e i gruppi di coltivatori diretti, riuniti in forme associate che si propongono e attuano la coltivazione diretta dei fondi, nonché i diplomati e i laureati di qualsiasi scuola di indirizzo agrario o forestale.

Gli agricoltori in pensione che coltivano un fondo, dal punto di vista previdenziale sono considerati soggetti in attività a tutti gli effetti ed essendo obbligati agli adempimenti contributivi, dovrebbero usufruire delle stesse agevolazioni ICI che l’art.68 del D.Lgs.n° 446/97 prevede per i coltivatori diretti o IAP Imprenditori Agricoli Professionali.

Testi per approfondire questo articolo

  • Adempimenti ambientali per le imprese

    Collana: Tecnici 24
    Data di pubblicazione: ottobre 2014
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    L'opera è stata aggiornata agli ultimi decreti in ambito ambientale, tra i quali si segnalano: D.Lgs. 4 marzo 2014 n. 46 che modifica ed integra il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), in particolare relativamente alla nuova disciplina dell'Autorizzazione Integrata Ambientale; D.Lgs. 14 marzo 2014 n. 48 che modifica il D.Lgs. n. 334/1999 sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose; D.Lgs. 14 marzo 2014 n. 49 sui rifiuti di... (continua)