L'opera affronta le seguenti tematiche: danno morale e danno psichico; le c.d. micropermanenti e macropermanenti; handicap e danni da malformazioni del feto e da nascita indesiderata; danni agli occhi, all'apparato uditivo, agli arti; ruolo delle allegazioni e delle presunzioni; danno da lesione del rapporto parentale.
(continua)La nuova edizione presenta una trattazione completa e sistematica dell'evoluzione giurisprudenziale relativa alla disciplina codicistica, puntualmente riletta alla luce degli orientamenti della dottrina e delle incessanti innovazioni legislative intervenute. Il coordinamento della trattazione giurisprudenziale e dottrinale del codice civile con quella delle norme complementari, operato sia attraverso un sistematico richiamo alla normativa correlata sia mediante appendici che contengono... (continua)
Gli studi sulla responsabilità da atto lecito ed il fondamentale problema della sua estensione operativa hanno costantemente oscillato tra una visione in termini di eccezionalità/deroga ed una ricostruzione che tende a modellarla in termini generali sul paradigma delle responsabilità civile di tipo extra contrattuale. L'opera, partendo dalla teoria del danno non ingiusto, ne analizza le ricadute all'interno dei diversi settori dell'ordinamento giuridico, ove il... (continua)
Il danno non patrimoniale (1) deve essere risarcito (2)solo nei casi determinati dalla legge.
(1) I danni non patrimoniali (morali) sono risarcibili esclusivamente quando il fatto illecito che li ha cagionati è considerato reato (art. 185 c.p.). L'affermarsi della autonoma figura del danno biologico ha determinato il superamento della tesi restrittiva che limitava la risarcibilità del danno non patrimoniale alle sole ipotesi in cui il fatto illecito costituisce reato [v. 2043 nota ].
(2) Poiché il risarcimento del danno non patrimoniale avviene mediante la corresponsione di una somma di danaro, si è dovuto più volte affrontare il problema della trasformazione in termini monetari di tal tipo di danno, che non si presta ad essere valutato economicamente.
La giurisprudenza ritiene che, per il danno morale, il risarcimento debba essere liquidato non sulla base di criteri legati alla capacità di produrre reddito ma con una valutazione equitativa.
Come notato, l'applicazione dell'art. 2059 è circoscritta ai soli casi nei quali il danno è derivato da un fatto costituente reato (art. 185 c.p.). Si è sostenuto che tale limitazione è contraria al disposto dell'art. 3, comma 1, Cost. (principio di uguaglianza), in quanto opera una discriminazione tra danneggiati, distinguendo fra vittime di un reato e vittime di un illecito civile. In contrario si è osservato che la discriminazione è ragionevole, in quanto la situazione in cui versa la vittima di un reato è ben più grave di quella in cui versa la vittima di un illecito civile.
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
803Circa il risarcimento dei danni cosiddetti morali, ossia circa la riparazione o compensazione indiretta di quegli effetti dell'illecitO che non hanno natura patrimoniale, si è ritenuto di non estendere a tutti la risarcibilità o la compensabilità, che l'art. 185 del c.p. pone soltanto per i reati.
La resistenza della giurisprudenza a tale estensione può considerarsi limpida espressione della nostra coscienza giuridica. Questa avverte che soltanto nel caso di reato è più intensa l'offesa all'ordine giuridico e maggiormente sentito il bisogno di una più energica repressione con carattere anche preventivo. Il nuovo codice si è perciò limitato a dichiarare che il danno non patrimoniale deve essere risarcito (in senso largo) solo nei casi determinati dalla legge, presente o futura, e nelle forme, eventualmente diverse da una indennità pecuniaria, da essa stabilite (art. 2059 del c.c.).
Un nuovo testo sulla responsabilità civile che riorganizza il pensiero non partendo dal dato codicistico ma dalla evoluzione giurisprudenziale. Le questioni affrontate sono un esauriente approfondimento dei temi che la pratica ha chiesto di risolvere. Trattazione completa ed esaustiva del tema, dando particolare rilievo all'evoluzione della giurisprudenza, soprattutto di quella relativa alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Cassazione, ed agli ultimi interventi del legislatore,... (continua)
Questo volume affronta la complessa tematica della responsabilità dell'avvocato, proponendo un'analisi dettagliata delle sue diverse sfaccettature ed illustrando le conseguenze e gli aspetti ad essa connessi sotto il profilo civilistico, penalistico e deontologico. L'autore, perfettamente in linea con la filosofia cui è improntata la Collana Tribuna Juris, tratta l'argomento in esame, muovendo innanzitutto, nella I parte, dai casi pratici sottoposti all'attenzione della... (continua)
Il volume prende in analisi la complessa tematica della responsabilità della Pubblica Amministrazione, sempre ancorando il proprio angolo di visuale alla traiettoria evolutiva del processo di erosione dell'immunità e della posizione di privilegio che storicamente sono state riconosciute all'azione dei poteri pubblici. Ciò con riguardo non solo agli aspetti sostanziali, ma anche e soprattutto a quelli processuali, recentemente investiti dalle rilevanti innovazioni... (continua)
L'idea che una nuova vita, ritenuta di per sé dono di valore inestimabile, possa talora tramutarsi - anche - in evento "indesiderato" e costituire addirittura un pregiudizio risarcibile ha per lungo tempo ripugnato alla coscienza comune. Il progressivo potenziamento dei diritti della personalità e in particolare la valorizzazione dei principi costituzionali di libertà e autodeterminazione dell¿individuo e del gruppo familiare, hanno tuttavia poco per volta... (continua)