Il volume si occupa del grande istituto del dolo generale.L’autrice affronta molti argomenti di approfondimento, tra cui: il contratto autonomo di garanzia, l’eccezione di dolo generale, l’actio de dolo malo e il risarcimento per fatto illecito, il dolo colposo nel diritto romano.Questi istituti vengono esaminati per il presente, muovendo sempre dalle loro radici nel diritto romano e creando parallelismi utili per l’approfondimento della materia.
(continua)Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, benché senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala federisponde dei danni [2056] (1).
(1) Il contratto è valido, perché la parte raggirata lo avrebbe concluso anche in assenza del dolo, però il contraente in mala fede (colui che ha usato gli artifici e i raggiri) deve risarcire il danno corrispondente alla perdita economica derivante dalla minore convenienza dell'affare.
Tizio compra un mobile, essendo stato convinto dal rigattiere che sia un pezzo d'antiquariato. Il contratto è valido, perché anche in assenza dell'attività ingannatoria del venditore, Tizio avrebbe ugualmente comprato il mobile, seppure ad un prezzo inferiore [v. 1439].