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Articolo 1422

Codice Civile

Imprescrittibilità dell'azione di nullità

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Dispositivo dell'art. 1422 Codice Civile

L'azione per far dichiarare la nullità [2652 n. 6] non è soggetta a prescrizione [2934], salvi gli effetti dell'usucapionee della prescrizione delle azioni di ripetizione (1).

Note

(1) L'azione di nullità è imprescrittibile, cioè è esercitabile senza limiti di tempo, tuttavia sono salvi gli effetti: a) dell'usucapione di beni acquistati col contratto nullo (es.: in base ad un contratto di vendita nullo, Tizio, acquirente, riceve il possesso del bene; successivamente Caio, il venditore, esercita l'azione di nullità chiedendo la restituzione; sebbene Tizio non possa aver acquistato la proprietà del bene in base al contratto nullo, se il possesso è protratto per il periodo previsto dalla legge [v. 1588 ss.], acquisterà il bene per usucapione); b) della prescrizione dell'azione di ripetizione: riguardo a quest'ultima azione, occorre precisare che le prestazioni contrattuali eseguite in base ad un contratto nullo, costituiscono un pagamento non dovuto (indebito oggettivo [v. Libro IV, Titolo VII]) in quanto prive di un fondamento giustificativo e, quindi, vanno restituite; c) un altro limite all'azione di nullità è costituito dall'acquisto da parte di terzi (soggetti estranei al contratto) del diritto trasferito dalla parte che lo aveva acquistato in base al contratto nullo. Precisamente la sentenza di nullità non opera nei confronti dei terzi che, in buona fede (che ignorano la nullità del primo trasferimento) hanno acquistato la proprietà o altro diritto reale su un bene mobile, in base al possesso e all'atto di acquisto astrattamente idoneo a trasferire il diritto (es.: vendita, permuta, donazione) [v. 1153]. Inoltre, la sentenza di nullità non opera nei confronti dei terzi che hanno acquistato in buona fede diritti su beni immobili o beni mobili registrati in base ad un atto di trasferimento trascritto rispettivamente cinque anni o tre anni prima della trascrizione della domanda diretta a far dichiarare la nullità del primo trasferimento [v. 2652 n. 6, 2690 n. 3].


Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 7043/2010

L'azione od eccezione con la quale l'I.N.P.S. intenda far accertare la nullità, totale o parziale, della posizione previdenziale di un lavoratore, per inesistenza del rapporto di lavoro sottostante, è imprescrittibile, ai sensi dell'art. 1422 cod. civ., ancorché sia assoggettata a prescrizione decennale, ai sensi dell'art. 2946 cod. civ., l'azione di ripetizione dei contributi indebitamente versati.

Cass. n. 3022/2003

I1 termine di sessanta giorni per l'impugnazione del licenziamento previsto dall'art. 6 legge n. 604 del 1966 deroga al principio generale - desumibile dagli artt. 1421 e 1422 c.c. - secondo il quale, salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e l'azione per farla dichiarare non è soggetta a prescrizione. Ne consegue che, sotto questo profilo, la disposizione di cui al citato art. 6 legge n. 604 del 1966 è da considerarsi di carattere eccezionale e non è perciò applicabile, neanche in via analogica, ad ipotesi di nullità del licenziamento che non rientrino nella previsione della citata legge n. 604 del 1966. Pertanto da escludersi che il suddetto termine di sessanta giorni per l'impugnativa sia applicabile al licenziamento nullo perchè privo della forma imposta dalla legge ad substantiam.

Cass. n. 4986/1991

La cosiddetta azione di simulazione relativa, in quanto diretta ad accertare la nullità del negozio simulato, è imprescrittibile (al pari della cosiddetta azione di simulazione assoluta), ai sensi dell'art. 1422 c.c., potendo il decorso del tempo incidere solo indirettamente sulla proponibilità di tale azione, nel senso che la prescrizione dei diritti che presuppongono l'esistenza del negozio dissimulato può far venir meno l'interesse all'accertamento della simulazione del negozio apparente.

Cass. n. 4551/1990

Con riguardo a rapporti di lavoro costituiti in violazione del divieto d'intermediazione ed interposizione sancito dall'art. 1 della L. n. 1369 del 1960, ove il lavoratore, dopo un periodo d'illecita interposizione, sia stato formalmente assunto dal datore di lavoro interponente, l'azione per il riconoscimento di una maggiore anzianità mediante retrodatazione del rapporto di lavoro non è soggetta a prescrizione, essendo correlata all'imprescrittibile facoltà di accertamento della nullità del contratto di lavoro stipulato in violazione del divieto predetto, mentre la sussistenza della stabilità reale, ai fmi del decorso o meno, in pendenza del rapporto, della prescrizione (quinquennale) di specifici diritti del lavoratore, deve essere verificata alla stregua della disciplina applicabile al rapporto in base alle concrete modalità (anche soggettive) di svolgimento del rapporto medesimo, non già alla stregua della disciplina che l'avrebbe regolato ove esso fosse sorto ab initio con il datore di lavoro effettivo, restando conseguentemente escluso che la stabilità propria di rapporti anche formalmente costituiti con l'effettivo datore di lavoro possa estendersi al rapporto del lavoratore fittiziamente assunto dall'intermediario.

Cass. n. 4636/1989

L'azione volta all'accertamento della sussistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per la nullità delle clausole di apposizione di termine stipulate, nel corso del suo svolgimento, in contrasto con la disciplina imperativa della L. 18 aprile 1962, n. 230 (sul contratto di lavoro a tempo determinato), è imprescrittibile a norma dell'art. 1422 c.c.

Cass. n. 3031/1989

Essendo correlata all'imprescrittibile facoltà di rimuovere un'ipotesi di nullità del contratto di lavoro, l'azione per il riconoscimento di una maggiore anzianità mediante retrodatazione dell'inizio del rapporto di lavoro, che sia fondata su un'ipotesi di intermediazione nelle prestazioni di lavoro in violazione del divieto posto dall'art. 1 della L. n. 1369 del 1960, non è soggetta a prescrizione, la quale può invece colpire singoli e specifici diritti derivanti dalla maggiore anzianità di servizio rivendicata.

Cass. n. 3019/1989

L'azione volta a far valere la nullità del patto di apposizione del termine al contratto di lavoro subordinato, per essere la relativa clausola priva di forma scritta, è imprescrittibile a norma dell'art. 1422 c.c., restando invece soggetti a prescrizione quinquennale (art. 2948 nn. 4 e 5) i diritti patrimoniali scaturenti dall'avvenuta instaurazione di un rapporto a tempo indeterminato, con necessaria decorrenza, quanto alla prescrizione del diritto all'indennità di fine rapporto, dalla cessazione del rapporto stesso.

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