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Articolo 1406

Codice Civile

Nozione

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Dispositivo dell'art. 1406 Codice Civile

Ciascuna parte può sostituire a sé un terzo (1) nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite (2), purché l'altra parte vi consenta [1594, 1602, 1624, 1918 3, 2149, 2160, 2558] (3)

Note

(1) L'opinione dominante configura la cessione del contratto come fattispecie trilaterale, in quanto oltre al consenso del cedente e del cessionario è necessario anche quello del ceduto, poichè il nuovo rapporto si instaura tra questi ed un soggetto diverso da quello scelto in origine. Essa si distingue dal subcontratto, con il quale si creano due distinte fattispecie, seppur collegate.

(2) Se il contratto prevede prestazioni a carico di una sola parte, così come se è stata eseguita una sola delle due prestazioni, si può configurare, al più, la cessione del credito (1260) che è cosa diversa dalla cessione del contratto poichè quest'ultima implica trasferimento dell'intera posizione contrattuale, la prima, appunto, solo del diritto di credito.

(3) Il consenso può essere dato al momento della cessione o già al momento della stipula (v. 1407 1).


Ratio Legis

Con la cessione del contratto si agevolano i traffici giuridici poichè si consente la sostituzione di uno stipulante con un altro.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

641Può essere ceduto soltanto un contratto con prestazioni corrispettive (art. 1406 del c.c.), in quanto solo rispetto a questo contratto si può avere il trasferimento di un complesso unitario costituito da diritti ed obblighi della parte cedente; nei contratti unilaterali si può trasmettere solamente la posizione di creditore o quella di debitore. Perchè la cessione del contratto produca liberazione del cedente verso il contraente ceduto, occorre naturalmente il consenso di questo. Peraltro, consentire la cessione importa, salva una diversa volontà (art. 1408 del c.c., secondo comma), liberazione del proprio contraente. Siffatto consenso liberatorio può essere dato anche in sede di conclusione del contratto, col fatto di autorizzarne preventivamente la circolazione, ed è pure implicitamente dato se il contratto stesso è consacrato in un documento con clausola all'ordine (art. 1407 del c.c., secondo comma). Nel primo caso la liberazione avviene nel momento in cui la cessione è notificata al contraente ceduto o questi l'ha accettata; nel secondo nel momento e per effetto della sola girata.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 1204/2010

Poiché, ai sensi dell'art. 1406 c.c., oggetto della cessione del contratto è la trasmissione del complesso unitario delle situazioni giuridiche attive e passive che derivano per ciascuna delle parti dalla conclusione del contratto, ai fini della sua configurazione occorre che le relative pre­stazioni non siano state interamente eseguite, giacché, in tal caso, non è possibile la successione di un soggetto ad un altro nel medesimo rapporto che caratterizza la cessione del contratto. Ne con­segue che, nell'ipotesi in cui sia stata già eseguita alcuna delle prestazioni incombenti alle parti, po­trebbe semmai verificarsi la cessione del credito o del diritto alla controprestazione ovvero l'accollo del debito maturato in ordine alla prestazione già eseguita dall'altra parte e non invece la cessione del contratto. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che, contrariamente al principio enunciato, aveva ritenuto configurabi­le la cessione di un contratto preliminare di com­pravendita malgrado fosse già intervenuto il tota­le pagamento del prezzo al momento della stipula del preliminare stesso da parte del promissario acquirente).

Cass. n. 6157/2007

Ai sensi dell'art. 1406 c.c. la cessione del contratto, che realizza un negozio plurilaterale, si perfeziona con l'accordo di tutti gli interessati (cedente, cessionario e ceduto), essendo irrilevan­te che il ceduto, il quale abbia manifestato succes­sivamente il consenso, non abbia preso visione del contenuto dell'atto intervenuto fra cedente e cessionario, a meno che non invochi un vizio di formazione del consenso medesimo che sia stato determinato da tale circostanza; infatti, la notifica del contratto intercorso fra il cedente e il cessio­nario è prevista dall'art. 1407 c.c. nel caso in cui il ceduto abbia preventivamente manifestato il con­senso alla cessione.

Cass. n. 5244/2004

La cessione del contratto è essa stessa un contratto e, a prescindere dalla natura del contratto ceduto, può essere stipulata a titolo onero­so (in tal caso il corrispettivo convenuto per la sua conclusione assume rilievo autonomo rispetto al corrispettivo previsto per il contratto ceduto) o gratuito.

La cessione del contratto si configura essere contratto plurilaterale, che si perfeziona quando il proponente (o iproponenti, nel caso di propo­sta comune tra cedente e cessionario) ha notizia dell'accettazione dell'ultimo dei due destinatari, assumendo pertanto imprescindibile rilievo al ri­guardo (pure) il consenso del contraente ceduto, che, così come quello delle altre parti, può essere espresso anche tacitamente (salvo che per il con­tratto ceduto siano richiesti particolari requisiti di forma, in tal caso da osservarsi anche per la cessione del contratto, e, quindi, anche da parte del ceduto medesimo), pure successivamente (ma sempre che non sia venuto meno) all'accordo tra cedente e cessionario, l'accertamento della cui sussistenza costituisce peraltro indagine di fatto, rimessa al giudice del merito ed insindacabile in sede di legittimità ove congruamente motivata.

Cass. n. 16635/2003

La cessione del contratto comporta il tra­sferimento soggettivo del complesso unitario di diritti ed obblighi derivanti dal contratto, la­sciando immutati gli elementi oggettivi essenziali e realizzando soltanto una sostituzione soggetti­va, il che non esclude che, a cessione avvenuta (o contestualmente alla stessa) il cessionario ed il contraente ceduto possano accordarsi fra loro per apportare delle modifiche al contenuto del contratto originario, restando, in assenza di tale accordo, immutato il contenuto del contratto ori­ginario.

Cass. n. 7319/2000

Caratteristica della cessione del contratto è l'avere ad oggetto la trasmissione di quel com­plesso unitario di situazioni giuridiche attive e passive che derivano per ciascuna delle parti dal­la conclusione del contratto, quindi non soltanto debiti e crediti ma anche obblighi strumentali, diritti potestativi, azioni, aspettative ricollegati dalla volontà delle parti, dalla legge o dagli usi al perfezionamento della fattispecie negoziale; per­tanto, l'ambito di applicazione dell'istituto non è circoscritto all'ipotesi di contratti a prestazioni corrispettive non ancora compiutamente eseguite ma si estende anche ai contratti unilaterali e ai contratti a effetti reali; con riferimento a questi ultimi, la cessione è subordinata al consenso del contraente ceduto anche quando abbia ad oggetto la posizione contrattuale del venditore e questi abbia già eseguito la propria prestazione, posto che l'adempimento lascia persistere obblighi, la cui permanenza rende la sostituzione di tale sog­getto non irrilevante per la tutela degli interessi del compratore.

Cass. n. 5102/1999

La cessione del contratto di locazione che avvenga con la cessione dell'azienda del condut­tore non ha bisogno del consenso del locatore, ma deve essergli comunicata, divenendo efficace nei suoi confronti soltanto dal momento di tale comunicazione, e fermo restando che il locatore può opporsi per gravi motivi. Non è invece rile­vante la conoscenza della cessione che il locatore abbia acquisito aliunde, occorrendo in tal caso che egli, avendola conosciuta, l'abbia accettata, secondo la regola generale di cui all'art. 1407 c.c.

Cass. n. 5761/1996

La cessione del contratto, realizzando una successione a titolo particolare nel rapporto giu­ridico contrattuale, mediante la sostituzione di un nuovo soggetto (cessionario) nella posizione giuridica attiva e passiva di uno degli originari contraenti (cedente), comporta anche il trasferi­mento del vincolo nascente dalla clausola com­promissoria con la quale le parti originarie si siano impegnate a deferire ad arbitri rituali ogni e qualsiasi controversia insorta tra le parti circa l'attuazione, l'interpretazione e la risoluzione del contratto.

Cass. n. 8344/1995

In tema di cessione del contratto, il raffron­to tra le varie norme contenute nel codice civile e nelle leggi speciali consente di escludere che viga nell'ordinamento un principio generale in forza del quale la formulazione di un esplicito consenso del contraente ceduto costituisca condizione della liberazione del cedente. Pertanto, non è soggetta a cassazione, in quanto non viola un principio regolatore della materia, al decisione del giudice conciliatore la quale affermi, sebbene in contra­sto con l'art. 36 della legge 27 luglio 1978, n. 372, che il conduttore cedente il contratto di locazione unitamente con l'azienda non è più obbligato al pagamento dei canoni allorquando il locatore, ricevuta la comunicazione della cessione, non vi abbia fatto opposizione, interpretando, così, l'op­posizione stessa come necessaria manifestazione della volontà del locatore di liberare il cedente.

Cass. n. 11847/1993

Il consenso del contraente ceduto, costi­tuendo elemento essenziale del negozio di cessione del contratto, il quale richiede la necessaria partecipazione del cedente, del cessionario e del ceduto, può essere anche successivo all'accordo tra cedente e cessionario purché nel momento di tale adesione non sia venuto meno l'accordo originario al quale essa vuole aggiungersi per perfe­zionare il contratto, e permangono, inoltre, tutte le condizioni della cessione, che deve avere per oggetto la complessiva posizione attiva e passiva del contraente ceduto e non è, quindi, più pos­sibile dopo che, essendo state adempiute le pre­stazioni di una delle parti, il contraente ceduto sia rimasto solo creditore o solo debitore dell'altro.

Cass. n. 3725/1991

Al fine della cessione di un contratto di loca­zione, il consenso del contraente ceduto, richiesto dall'art. 1406 c.c., esige, in caso di locazione immobiliare di durata ultranovennale (nella specie, trattavasi di locazione di alloggio economico e po­polare con patto di futura vendita), l'atto scritto, a pena di nullità (art. 1350 n. 8 c.c.), per cui non può essere desunto dal comportamento tacito del locatore.

Cass. n. 8098/1990

La cessione del contratto, che implica la sostituzione di uno dei contraenti con un altro, presuppone che 1'oggetto dell'obbligazione ri­manga immutato, nel senso che, se pur non pos­sano escludersi modificazioni marginali, tuttavia queste non devono concernere gli elementi essen­ziali del contratto, che devono, invece, rimanere sostanzialmente invariati; è, invece, possibile, nei rapporti tra cedente e cessionario, l'inserimento di obbligazioni aggiuntive, purché le stesse abbia­no oggetto diverso da quello del contratto ceduto, non siano con essi confliggenti e non alterino comunque il primitivo assetto del sinallagma.

Con riguardo alla cessione del contratto, che assume la figura di negozio giuridico plurilaterale con il necessario intervento di tre soggetti (il ce­dente, il ceduto, il cessionario), il consenso preven­tivamente manifestato dal ceduto non è privo di rilevanza giacché, in tale ipotesi, la mancata noti­fica al ceduto del contratto intervenuto tra cedente e cessionario rende questo inefficace soltanto nei confronti del ceduto, almeno fino a quando la no­tifica non gli venga effettuata, ma non comporta la nullità, né l'inefficacia di patti intervenuti tra cedente e cessionario.

Cass. n. 1758/1973

Il consenso del contraente ceduto, indi­spensabile alla cessione del contratto, può essere oltre che espresso anche tacito. Sia nell'una come nell'altra ipotesi, l'onere di provare il consenso del contraente ceduto incombe a chi invoca la ces­sione del contratto.

Cass. n. 3170/1972

La cessione di un contratto con prestazioni corrispettive è un negozio giuridico plurilaterale che postula l'intervento di tre soggetti il cedente, il cessionario ed il ceduto.

II consenso del contraente ceduto non può assumere la forma ed il valore di una mera ade­sione all'accordo già intervenuto tra il cedente ed il cessionario, in quanto è, invece, elemento co­stitutivo della cessione medesima, la quale non può essere che la risultante della fusione delle di­chiarazioni di volontà e degli interessi del ceden­te, del cessionario e del contraente ceduto.

Cass. n. 1330/1970

Il consenso del contraente ceduto rappre­senta un elemento costitutivo, al pari del consen­so degli altri due soggetti. È pertanto da escludere che detto consenso possa essere dato tacitamente, qualora per il negozio sia necessaria una forma particolare, come deve ritenersi nell'ipotesi in cui tale forma sia prescritta per il negozio ceduto, data la modificazione soggettiva che di questo il detto negozio importa.

Cass. n. 3920/1969

La cessione del contratto, di cui agli artt. 1406 e ss. c.c. attua una successione a titolo particolare nel rapporto giuridico contrattuale, operando, con un unico atto, la sostituzione di un nuovo soggetto (cessionario) nella posizione giuridica, attiva e passiva, di uno degli originari contraenti (cedente), senza necessità di separati atti di cessione e di accollo rispettivamente per la posizione attiva e per quella passiva.

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