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Articolo 1264

Codice Civile

Efficacia della cessione riguardo al debitore ceduto

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Dispositivo dell'art. 1264 Codice Civile

La cessione ha effetto (1) nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata (2). Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell'avvenuta cessione (3).

Note

(1) Il credito si trasferisce con il solo accordo tra cedente e cessionario, indipendentemente dalla conoscenza che ne abbia il debitore ceduto [v. 1260]; questi dovrà perciò adempiere nei confronti del cessionario, ma se non è a conoscenza della cessione ed adempie nelle mani del creditore originario, egli è liberato: viene così tutelata la sua buona fede [v. 1175, 1189], dal momento che aveva confidato nella presunzione che il proprio creditore fosse ancora il cedente.

(2) Secondo l'opinione prevalente, la comunicazione può essere fatta in qualsiasi forma, anche verbalmente. Se la notificazione avviene ad opera del cedente o del cedente insieme al cessionario, il debitore sarà certo che il vero creditore sia senz'altro il cessionario. Se invece la notificazione avviene ad opera del cessionario, senza idonei elementi dimostrativi, il debitore dovrà accertare che effettivamente il credito sia stato ceduto dal cedente al cessionario.

(3) La conoscenza (e quindi anche la notificazione e l'accettazione), impedendo al debitore di ritenere che il proprio creditore sia ancora il cedente, non gli permette di liberarsi se non adempiendo al nuovo creditore (cessionario).


Ratio Legis

Il debitore ceduto che sia a conoscenza della cessione deve adempiere nei confronti del nuovo creditore (cessionario), ma a questi può opporre tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre al creditore originario (può cioè far valere nei confronti del nuovo creditore tutte le ragioni per impedire o ritardare il pagamento che poteva far valere nei confronti del vecchio creditore). La modifica nel lato attivo del rapporto obbligatorio non deve, infatti, pregiudicare la posizione del debitore ceduto nei confronti del nuovo creditore. Tuttavia, una regola particolare è prevista in materia di compensazione [v. 1241, 1248]: se il debitore accetta la cessione, non può rifiutarsi di pagare al nuovo creditore, affermando che il suo debito nei confronti del vecchio creditore si è estinto per compensazione, perché la legge ritiene che con l'accettazione il debitore abbia riconosciuto di essere debitore nei confronti del nuovo creditore.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

122Non è apparso necessario prescrivere, come fa l'articolo 265 del progetto della Commissione reale, che il debitore è obbligato verso il cessionario nel modo stesso che verso il cedente. Il principio è ovvio, e discende dal fatto che la cessione è considerata come una figura di successione a titolo particolare.
Perciò non ho nemmeno riprodotto il capoverso dell'art. 265 del progetto del 1936; possono, invero, opporsi dal debitore al cessionario anche le eccezioni dipendenti da fatti posteriori alla cessione, come, ad esempio, l'inadempienza del cedente, sa il credito derivava da un contratto a prestazioni corrispettive.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

580Era contestato, nonostante l'art. 1538 cod. civ. del 1865, il principio secondo cui il trasferimento del credito si verifica come effetto immediato del contratto di cessione. In verità appare una mera finzione il proclamare che il cessionario acquista la proprietà del credito con il solo consenso, se poi il cedente, sino all'intimazione, può far valere il credito, può esigerlo e può rimetterlo. Il nuovo codice ha evitato la dichiarazione dell'art. 1538 predetto, limitandosi ad affermare che la cessione ha effetto verso il debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando la cessione gli è stata notificata (art. 1264 del c.c., primo comma); la data della notificazione o dell'accettazione, se è certa, costituisce titolo di preferenza tra più cessioni fatte a persone diverse (art. 1265 del c.c., primo comma). La questione dell'ammissibilità di equipollenti della notificazione e dell'accettazione è stata soltanto sfiorata dall'art. 1264 del c.c., secondo comma. Questo, senza ammettere che la conoscenza della cessione da parte del debitore abbia il medesimo effetto dell'intimazione o dell'accettazione di data certa, dichiara che la conoscenza stessa costituisce il debitore in mala fede, in modo che, se egli paga al cedente, non è liberato. Ciò significa che se il debitore paga al cessionario in base alla notizia che abbia comunque della cessione, è liberato anche di fronte ad altro cessionario che intimi la sua cessione successivamente al pagamento, per quanto questa cessione abbia data anteriore al pagamento stesso. Quando però è fatta prima che il debitore paghi, l'intimazione vince la conoscenza che il debitore abbia comunque avuto dell'esistenza di altra cessione, anche se quest'ultima sia di data anteriore alla cessione intimata.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 1684/2012

La notificazione della cessione del credito, non identificandosi con quella effettuata ai sensi dell'ordinamento processuale, costituisce un atto a forma libera, non soggetto a particolari discipline o formalità.

Cass. n. 8145/2009

La cessione del credito è un negozio a causa variabile che può assolvere a diverse funzioni (vendita, donazione, adempimento e garanzia), nel quale il trasferimento del credito può avvenire a titolo gratuito o oneroso ed al quale si appli­ca il principio della cosiddetta "presunzione di causa", che può anche non essere indicata nello stesso negozio. Pertanto, il cessionario che agisca nei confronti del debitore ceduto è tenuto a dare prova soltanto del negozio di cessione quale atto produttivo di effetti traslativi e non anche a dimo­strare la causa della cessione stessa; né il debitore ceduto può interferire nei rapporti tra cedente e cessionario, in quanto il suo interesse si concreta nel compiere un efficace pagamento liberatorio, sicché egli è soltanto abilitato ad indagare sull'esi­stenza e sulla validità estrinseca e formale della cessione, specie quando questa gli sia stata noti­ficata dal solo cessionario.

Cass. n. 26664/2007

In tema di cessione di credito futuro derivante da contratto di appalto non ancora eseguito, perfezionata prima della data della di­chiarazione di fallimento, il debitore ceduto non è legittimato a far valere le ragioni del fallimento, mentre compete esclusivamente agli organi di quella procedura l'esperimento dell'eventuale revocatoria della cessione di credito.

Cass. n. 13954/2006

Nell'ipotesi di cessione di azienda bancaria e di cessione di crediti oggetto di cartolarizza­zione, la pubblicazione dell'atto di cessione sulla Gazzetta Ufficiale sostituisce la notificazione del­l'atto stesso o l'accettazione da parte del debitore ceduto, con la conseguenza che, mentre secondo la disciplina ordinaria è sufficiente per il cessionario provare la notificazione della cessione o l'accettazione da parte del debitore ceduto, la disciplina speciale richiede soltanto la prova che la cessione sia stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Cass. n. 10885/2006

Il subappaltatore di opera pubblica, nonché cessionario del credito del corrispettivo maturato dall'appaltatore nei confronti della P.A. appal­tante, non può esercitare nei confronti di que­st'ultima la pretesa a conseguire importi a titolo di revisione prezzi, perché questa trova il proprio fondamento nel rapporto di appalto pubblico e nella relativa normativa, alla quale è estraneo il cessionario dei credito, che non può vantare, nei confronti del debitore ceduto, ragioni di credito diverse da quelle trasferitegli (nella specie, la S.C. ha escluso che risultasse pattuita anche la cessione delle aspettative di credito revisionale), né l'eventuale importo revisionale costituisce accessorio del credito al corrispettivo ceduto, né, infine, la cessione del credito o il subappalto determinano una cessione, sia pure parziale, del contratto di appalto.

Cass. n. 9761/2005

La notifica dell'avvenuta cessione di credito può avvenire con qualsiasi mezzo idoneo a far co­noscere al debitore la mutata titolarità attiva del rapporto, senza necessità di trasmettergli l'origi­nale o la copia autentica della cessione, purchè egli possa conoscerne gli elementi identificativi e costitutivi, restando pertanto possibile che essa provenga dalla cessionaria e non dal creditore ce­dente. (Nella specie, in applicazione del principio di cui sopra, la Corte Suprema ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato al pagamento in favore della cessionaria la debitrice, la quale aveva ricevuto dalla cessionaria stessa idonea comunicazione della cessione del proprio debito e nonostante ciò aveva pagato il prezzo della fornitura alla cedente, senza informare di ciò la cessionaria).

Cass. n. 1312/2005

La natura consensuale del contratto di cessione di credito comporta che il relativo perfezionamento consegua al solo scambio del consenso tra cedente e cessionario, attribuendo a quest'ultimo la veste di creditore esclusivo, unico legittimato a pretendere la prestazione anche se sia mancata la notificazione prevista dall'art. 1264 c.c., (essendo questa necessaria al solo fine di escludere l'efficacia liberatoria del pagamento eventualmente effettuato dal debitore ceduto al cedente anzichè al cessionario).

Cass. n. 23435/2004

In ipotesi di cessione del credito inefficace nei confronti del debitore ceduto, quest'ultimo, qualora sia convenuto in giudizio dal creditore cedente, non può eccepire l'efficacia della ces­sione tra cedente e cessionario per contestare la carenza di legittimazione sostanziale del cedente.

Cass. n. 17531/2004

Al cessionario di un credito nascente da contratto nel quale sia stata inserita una clausola compromissoria possono opporsi tutte le eccezio­ni concernenti l'esistenza, la validità e l'efficacia dell'obbligazione dedotta in causa per l'adempi­mento, ma, tra tali eccezioni, non è evidentemen­te compresa quella, fondata sul contratto, concer­nente il modo stabilito in via convenzionale per la soluzione delle controversie.

Cass. n. 11073/2002

In tema di cessione dei crediti, la responsa­bilità del debitore ceduto è configurabile solo in relazione al mancato adempimento di un debito effettivo, mentre, ove egli dimostri la inesistenza del credito che ha formato oggetto della cessione, tale fatto è impeditivo della nascita della pretesa creditoria, ancorché la cessione sia stata notificata al debitore ai sensi dell'art. 1264 c.c.

Cass. n. 7083/2001

La sussistenza dei requisiti di efficacia della cessione del credito nei riguardi del debitore ceduto rientra tra i fatti costituitivi della do­manda proposta dal cessionario contro lo stesso debitore, onde deve essere accertata dal giudice indipendentemente dall'eccezione del convenuto, che può limitarsi a contestare genericamente la sussistenza di tale efficacia. (Nella specie la Cor­te ha affermato che è irrilevante che la ragione specifica d'inefficacia della cessione ravvisata dal giudice di merito non sia stata eccepita dal debitore convenuto il quale si sia limitato ad insistere su altra diversa ragione).

Cass. n. 1510/2001

Dal momento in cui si verifica l'effetto tra­slativo dei crediti del cedente (fornitore) al ces­sionario (factor), questi può pretendere l'adempi­mento dal debitore ceduto, che però può liberarsi pagando al creditore originario, se non ha co­munque conoscenza della cessione. Invece dal­l'accettazione o dalla notifica di questo negozio che può avvenire con qualsiasi mezzo idoneo a fargli conoscere la mutata titolarità attiva del rapporto, senza necessità di trasmettergli l'origi­nale o la copia autentica della cessione, purché possa conoscerne gli elementi identificativi e co­stitutivi l'adempimento al cedente non ha più efficacia liberatoria.

Cass. n. 8485/1999

A seguito della cessione del credito il debi­tore ceduto diviene obbligato verso il cessionario allo stesso modo in cui era tale nei confronti del suo creditore originario. Pertanto, potrà opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al cedente sia quelle attinenti alla validità del titolo costitutivo del credito, sia quelle relative ai fatti modificativi ed estintivi del rapporto anteriori alla cessione od anche posteriori al trasferimento, ma anteriori all'accettazione della cessione o alla sua notifica o alla sua conoscenza di fatto.

Cass. n. 3797/1999

Nella cessione di credito, il debitore ceduto può opporre al cessionario tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre all'originario creditore. Tuttavia, se, dopo la cessione, intervengono fatti incidenti sulla entità, esigibilità o estinzione del credito, la loro efficacia deve essere considerata in relazione alla nuova situazione soggettiva che stabilitasi in dipendenza del già perfezionato tra­sferimento del diritto, con la conseguenza che, perfezionatasi la cessione col semplice consenso, la risoluzione consensuale del contratto da cui traeva origine il credito ceduto, convenuta fra l'originario creditore cedente ed il debitore ce­duto, non è opponibile al cessionario in quanto, una volta realizzato il trasferimento del diritto, il cedente perde la disponibilità di esso e non può validamente negoziarlo, recedendo dal contratto, mentre il debitore ceduto, a conoscenza della ces­sione, non può ignorare tale circostanza.

Cass. sez. un. n. 12616/1998

Il cessionario di credito nascente da con­tratto nel quale sia inserita una clausola compromissoria non subentra nella titolarità del distinto e autonomo negozio compromissorio e non può pertanto invocare detta clausola nei con­fronti del debitore ceduto, tuttavia quest'ultimo può avvalersi della clausola compromissoria nei confronti del cessionario, atteso che il debitore ceduto si vedrebbe altrimenti privato del diritto di far decidere ad arbitri le controversie sul credito in forza di un accordo tra cedente e cessionario al quale egli è rimasto estraneo.

Cass. n. 8387/1997

La notificazione al debitore ceduto, previ­sta dall'art. 1264 c.c. come condizione per il perfezionamento della cessione del credito, non si identifica con quella effettuata ai sensi dell'or­dinamento processuale, ma costituisce un atto a forma libera che, come tale, può concretarsi anche nell'atto di citazione o in qualsivoglia altra manifestazione di volontà compiuta nel corso del giudizio, idonea a porre il debitore nella consapevolezza della mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio. Tale principio si applica (eccetto i casi espressamente previsti) anche nei confronti della pubblica amministrazione debitrice (nella specie, dell'indennità di espropriazione parziale di un fondo agricolo venduto successivamente all'espropriazione), senza necessità che essa ade­risca alla cessione con adempimenti formali pre­stabiliti, essendo sufficiente che le sia data notizia della cessione stessa in forma idonea a consentirle di disporre le opportune variazioni negli ordini di pagamento.

Cass. n. 6969/1997

La dichiarazione di fallimento del debitore ceduto, al quale sia stata anteriormente notificata l'intervenuta cessione di credito di data certa, non incide sulla suddetta cessione, essendosi questa già perfezionata per effetto del consenso legitti­mamente espresso fra cedente e cessionario. La cessione, infatti, produce l'immediato trasferimento della posizione attiva del rapporto obbliga­torio al cessionario, che diviene l'unico soggetto legittimato a pretendere la prestazione dal debito­re ceduto. Sicché egli diviene titolare del diritto di credito ceduto, già all'atto dell'incontro del con­senso delle parti, salvo che, essendo oggetto del contratto un credito futuro, il trasferimento sia differito al momento in cui il credito viene ad esi­stenza.

Cass. n. 9195/1995

Il successore a titolo particolare o univer­sale nel diritto, ove intende agire in executivis utilizzando il titolo formato in favore del suo dante causa, non ha l'onere di far precedere l'esecuzione forzata dalla notificazione degli atti o dei documenti che comprovano la successione, essendo sufficiente la notifica del detto titolo originario, che il pubblico ufficiale può rilasciare in forma esecutiva al successore, previa verifica della prova della successione, salva la possibilità, per l'esecutato, di contestarne in giudizio la va­lidità e l'efficacia mediante opposizione. Ne con­segue che l'esecuzione forzata promossa dal ces­sionario di un credito non deve essere preceduta dalla notifica, al debitore, del negozio di cessione che si perfeziona, nei rapporti tra il cedente ed il cessionario, in virtù del solo consenso da essi espresso ed attribuisce senz'altro al cessionario la veste di creditore esclusivo e, quindi, di esclusivo legittimato a pretendere, la prestazione anche se sia mancata la notificazione prevista dall'art. 1264 c.c., questa essendo necessaria al solo fine di escludere l'efficacia liberatoria del pagamento eventualmente effettuato al cedente anziché al cessionario dal debitore.

Cass. n. 1499/1995

In tema di cessione dei crediti, il debitore ceduto può opporre al creditore cessionario le ec­cezioni opponibili all'originario creditore cedente, compresa quella relativa alla clausola riguardante il foro esclusivo pattuito tra le parti.

Cass. n. 8168/1991

Qualora, nel corso del giudizio promosso dal danneggiato in incidente stradale contro il danneggiato ed il suo assicuratore, si verifichi, per l'intero credito risarcitorio o per una parte di esso, surrogazione ai sensi dell'art. 1916 c.c., ovvero cessione, ai sensi dell'art. 1264 c.c., il surrogante o cessionario si pone nella qualità di successore a titolo particolare nel diritto controverso, e, come tale, resta soggetto alle stesse eccezioni opponi­bili al surrogato o cedente, incluse le eccezioni processuali, come quella d'improponibilità della domanda per difetto della preventiva richiesta stragiudiziale contemplata dall'art. 22 della L. 24 dicembre 1969, n. 990.

Cass. n. 1257/1988

Il debitore ceduto può opporre al cessiona­rio solo le eccezioni opponibili al cedente. Tali eccezioni sono sia quelle dirette contro la validità dell'originario rapporto (nullità-annullabilità), sia quelle dirette a far valere l'estinzione del credito (pagamento-prescrizione). Al contrario, non può il debitore ceduto opporre al cessionario le eccezioni che attengono al rapporto di cessione, perché il debitore è rimasto ad essa estraneo e tale rapporto non incide in alcun modo sull'obbligo di adempie­re.

Cass. n. 5786/1984

Con riguardo alla cessione di credito, che si perfeziona con l'accordo fra cedente e cessionario, ed indipendentemente dall'accettazione o notifi­cazione al debitore (art. 1264 primo comma c.c.), rilevante al diverso fine dell'efficacia della cessione stessa nei suoi confronti, il debitore medesimo, che, notificata la cessione al suo condebitore, ne abbia avuto comunque conoscenza, ne è abilitato ad eccepire il difetto di legittimazione del cedente a richiedergli il pagamento, al fine di non sentirsi opporre dal cessionario il carattere non liberato­rio del versamento fatto al cedente nonostante tale conoscenza (art. 1264 citato, secondo comma).

Cass. n. 4432/1977

Il disposto dell'art. 1264 c.c., secondo cui la cessione del credito ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata, o quando gli è stata notificata, è dettato con ri­guardo all'interesse del debitore stesso, al fine di ammettere od escludere la portata liberatoria del pagamento fatto al cedente, anziché al cessionario, nonché per determinare la prevalenza fra più cessioni, ma non toglie che la cessione medesima, perfezionatasi con l'accordo fra cedente e ces­sionario, operi il trasferimento della titolarità del diritto ceduto, e, conseguentemente, attribuisca al solo cessionario la legittimazione ad agire con­tro il debitore, per conseguire la prestazione do­vuta.

Cass. n. 4372/1976

Per l'opponibilità della cessione di credito al debitore ceduto, secondo la previsione di cui all'art. 1264 primo comma c.c., non è necessaria la notificazione per mezzo di pubblico ufficiale all'uopo abilitato, né si richiede che sia portato a conoscenza l'intero atto di cessione essendo suf­ficiente che al debitore stesso giunga una notizia idonea a porlo in grado di apprendere la mutata titolarità attiva del rapporto obbligatorio.

Cass. n. 2691/1974

In tema di cessione di crediti relativi a con­tratti di appalto con la P.A., il riconoscimento della cessione, da parte dell'amministrazione, non è elemento costitutivo della cessione medesima, la quale si perfeziona con il semplice consenso tra appaltatore e cessionario, ma costituisce un re­quisito estrinseco del negozio, e più precisamente un'autorizzazione di efficacia del negozio rispetto all'amministrazione. Questa, infatti, può autoriz­zare la cessione quando, con potere discrezionale, riconosca che nessun nocumento stia per derivarne all'andamento dell'opera e che la cessione non pregiudichi la regolare esecuzione del contratto e non alteri le garanzie previste per l'amministrazione stessa nel caso di eventuale inadempimento da parte dell'appaltatore. Per le ragioni predette, in difetto di assenso dell'ente pubblico appaltante, la cessione — pur essendo valida ed operante tra le parti — non è opponibile all'amministrazione.

Cass. n. 1397/1974

La notificazione al debitore ceduto della ces­sione di credito operata con girata della cambiale posteriore al protesto per mancato pagamento, può essere validamente sostituita dalla presenta­zione del titolo o dalla domanda giudiziale che il cessionario, qualificandosi tale, faccia al debitore per chiedere il pagamento.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 1264 del c.c.che hanno ricevuto risposta dalla redazione di Brocardi.it

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Quesito n. 248/2010 venerdì 16 aprile 2010

andrea chiede

Mi è arrivata una comunicazione da parte di un mio creditore, che ha sostituito a sé altro soggetto ai sensi dell'articolo 1264 cod.civ. Come posso comportarmi se non posso pagare per motivi di salute di mio figlio? Posso oppormi?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 248/2010 [risposta gratuita]

La notifica al debitore ceduto della cessione del credito ex art. 1264 del c.c. ha l'unico effetto di renderla efficace nei suoi confronti: non è ammessa opposizione, poiché l'art. 1260 del c.c. recita chiaramente "Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore". Il debitore potrà pertanto liberarsi della propria obbligazione solo pagando al cessionario.

Il ceduto potrà comunque opporre al cessionario le eccezioni riguardanti l'originario creditore (relative alla fonte negoziale del credito), quelle riguardanti fatti successivi al sorgere del rapporto ma precedenti alla cessione, nonché quelle relative a fatti intervenuti tra la cessione e la conoscenza che di essa ha avuto il debitore.

Testi per approfondire questo articolo

Il trasferimento del credito. Artt. 1260-1267

Editore: Giuffrè
Collana: Il codice civile. Commentario
Data di pubblicazione: dicembre 2014
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