La nuova edizione presenta una trattazione completa e sistematica dell'evoluzione giurisprudenziale relativa alla disciplina codicistica, puntualmente riletta alla luce degli orientamenti della dottrina e delle incessanti innovazioni legislative intervenute. Il coordinamento della trattazione giurisprudenziale e dottrinale del codice civile con quella delle norme complementari, operato sia attraverso un sistematico richiamo alla normativa correlata sia mediante appendici che contengono... (continua)
Gli studi sulla responsabilità da atto lecito ed il fondamentale problema della sua estensione operativa hanno costantemente oscillato tra una visione in termini di eccezionalità/deroga ed una ricostruzione che tende a modellarla in termini generali sul paradigma delle responsabilità civile di tipo extra contrattuale. L'opera, partendo dalla teoria del danno non ingiusto, ne analizza le ricadute all'interno dei diversi settori dell'ordinamento giuridico, ove il... (continua)
La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione (1) deve essere suscettibile di valutazione economica (2) e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore (3).
(1) Non si deve confondere l'oggetto dell'obbligazione (che è appunto la prestazione) con l'oggetto della prestazione stessa, che è il bene o l'attività dovuti dal debitore e spettanti al creditore: ad esempio, consegnare un televisore è la prestazione; il televisore è l'oggetto della prestazione.
(2) È il carattere della patrimonialità. Essa può essere oggettiva (il valore economico della prestazione è oggettivamente accertabile) o soggettiva (sono le parti che attribuiscono un valore ad una prestazione che di per sé non ne ha).
(3) Ad esempio, la prestazione di un docente è economicamente valutabile, ma persegue, per chi la riceve, un interesse culturale (non patrimoniale).
Nel disegno del legislatore la prestazione, oltre ad essere suscettibile di valutazione economica, deve essere possibile (suscettibile di esecuzione), lecita (non contraria alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume [v. 1343]), determinata o determinabile (la determinazione può essere effettuata da una o entrambe le parti, ma anche da un terzo, detto arbitratore [v. 1349]).
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
557Si è rinunciato a precisare il concetto di obbligazione. L'argomento è schiettamente dogmatico; e, la legge, se l'avesse affrontato, mentre non avrebbe sedato il grave dissidio esistente in dottrina, avrebbe esorbitato dal campo normativo entro cui deve strettamente mantenersi. Il nuovo codice, nel precipuo proposito di dare elementi per la configurazione pratica del rapporto obbligatorio, ha preferito di precisare il concetto della prestazione, nella quale si concreta l'oggetto dell'obbligazione. Lo ha delineato nell'[[1174 cc]], ponendo come sue caratteristiche la patrimonialità e la corrispondenza ad un interesse anche morale del creditore (cfr. anche [[1411 cc]], primo comma) Dopo ciò si dovrà ritenere che non vi è obbligazione quando il contenuto del correlativo dovere non abbia i caratteri della prestazione secondo l'[[1174 cc]]. Si noti che nell'[[1174 cc]] si distingue l'interesse alla pre-stazione dalla prestazione medesima. L'interesse alla prestazione non deve essere necessariamente pecuniario, perchè il diritto mira a realizzare e a tutelare anche le più alte idealità: basta che includa uno scopo ritenuto utile secondo l'apprezzamento predominante nella coscienza sociale, cioè indipendentemente dal giudizio subiettivo che ne possa fare il soggetto del rapporto.La prestazione deve, invece, essere suscettibile di valutazione economica; senza di che non si potrebbe attuare la coazione giuridica predisposta dal diritto nel caso di inadempimento. La possibilità di valutazione economica non si ha soltanto se la prestazione abbia un intrinseco valore patrimoniale, ma anche quando lo riceve di riflesso dalla natura della controprestazione ovvero da una valutazione fatta dalle parti, come nel caso in cui si conviene una clausola penale. Da ciò la necessità di valutare la pecuniarietà della prestazione considerando il rapporto nel suo complesso. L'[[1174 cc]] ha l'ulteriore funzione di precisare che l'obbli-gazione deve essere considerata come figura giuridica distinta da quegli altri obblighi i quali, per quanto diano luogo ad azione, tuttavia non hanno contenuto patrimoniale diretto o di riflesso, come è, ad esempio, di alcuni obblighi posti dalla legge in relazione a taluni rapporti di diritto familiare. Nell'art. 1174 del c.c. medesimo si rinvengono, infine, gli estremi per la separazione di quei doveri che vivono nel campo giuridico, dagli altri che costituiscono la sfera della vita morale e sociale e da cui non evadono o perchè rispondono a bisogni universali meno sentiti o perchè il valore e il motivo della loro esistenza consiste nella spontaneità del loro adempimento. Nell'art. 2034 del c.c. i doveri morali e sociali vengono contrapposti all'obbligazione in quanto ai primi si riconosce solo l'effetto di considerare irripetibile ciò che sia stato prestato in osservanza di essi da persone capaci: lo stesso trattamento dei doveri morali e sociali è fatto a tutti quegli altri doveri a cui la legge dichiara di non accordare azione, ma rispetto ai quali esclude la ripetizione di ciò che sia stato spontaneamente pagato (ad esempio, art. 627 del c.c., art. 1933 del c.c. e art. 2940 del c.c.). Non è compito del legislatore stabilire se queste due categorie di doveri non coercibili abbiano lo stesso contenuto etico o si differenzino tra loro; il codice le ha raggruppate sotto l'unica denominazione di obbligazioni naturali esclusivamente perchè ha dato ad entrambe un unico regolamento. Questa comune disciplina consiste nel negare la ripetizione di ciò che sia stato spon-taneamente pagato in base ai doveri medesimi, e nello sta-bilire che essi non possono produrre altri effetti giuriffici oltre quello della soluti retentio : si tornerà in argomento a proposito del giuoco e della scommessa (n. 156) e della ripetizione dell'indebito (n. 190).
La nuova edizione presenta una trattazione completa e sistematica dell'evoluzione giurisprudenziale relativa alla disciplina codicistica, puntualmente riletta alla luce degli orientamenti della dottrina e delle incessanti innovazioni legislative intervenute. Il coordinamento della trattazione giurisprudenziale e dottrinale del codice civile con quella delle norme complementari, operato sia attraverso un sistematico richiamo alla normativa correlata sia mediante appendici che contengono... (continua)
L'opera si compone di tre volumi. Il primo volume è dedicato al diritto delle obbligazioni, che occupa un ruolo centrale nella moderna economia industriale e globalizzata. Alla trattazione dell'obbligazione in generale, segue nel secondo e terzo capitolo un'accurata disamina delle problematiche indotte dalle obbligazioni pecuniarie e da altre specie di obbligazioni, oggettivamente o soggettivamente complesse. Vengono poi analizzati, nel quarto e quinto capitolo, i plurimi elementi... (continua)
Sommario
Abbreviazioni. – Introduzione. – I. La fisiologia del rapporto obbligatorio. – II. Le vicende del rapporto obbligatorio. – III. Alcune specie di obbligazioni. – IV. L’attuazione del rapporto obbligatorio. – V. La patologia del rapporto obbligatorio. – VI. Le fonti delle obbligazioni diverse dal contratto e dal fatto illecito.
(continua)Non esiste, per definizione, un manuale istituzionale capace di domare l’infinita moltitudine delle questioni giurisprudenziali.
La collana si propone l’ambizioso obiettivo di sfatare questa legge attraverso l’ideazione e la realizzazione di volumi capaci di far dialogare armonicamente la rigorosa declinazione delle coordinate teoriche con l’analitica esplorazione delle applicazioni pretorie.
A tal fine, si è strutturato ogni capitolo in due... (continua)
Quello dei debiti che, dopo le ricerche di Tullio Ascarelli, nel sistema italiano non si è più smesso di denominare `di valuta' (nella nota contrapposizione con i debiti `di valore'), rappresenta per la prassi un terreno di quotidiana e intensissima applicazione. Eppure, è opinione comune che in esso non manchino ampie zone d'ombra. Non di rado, chi si addentra nei meccanismi che governano questa specie di debiti riceve l'impressione di un accumulo di materiale... (continua)