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Articolo 411 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Norme applicabili all'amministrazione di sostegno.

Dispositivo dell'art. 411 Codice civile

(1) Si applicano all'amministratore di sostegno, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 349 a 353 e da 374 a 388. I provvedimenti di cui agli articoli 375 e 376 sono emessi dal giudice tutelare.
All' amministratore di sostegno si applicano altresì, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779.
Sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell'amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente.
Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l'amministratore di sostegno, o successivamente, può disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze, previsti da disposizioni di legge per l'interdetto o l'inabilitato, si estendano al beneficiario dell'amministrazione di sostegno, avuto riguardo all'interesse del medesimo ed a quello tutelato dalle predette disposizioni. Il provvedimento è assunto con decreto motivato a seguito di ricorso che può essere presentato anche dal beneficiario direttamente.

Note

(1) L'articolo è stato introdotto dalla L. 9 gennaio 2004 n. 6, di "Introduzione nel libro I, titolo XII, del codice civile del Capo I , relativo all' istituzione dell' amministrazione di sostegno e modifica degli articoli 388,414,417,418,424,426,427,429 del codice civile in materia di interdizioni e di inabilitazioni, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali".

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 411 Codice civile

Cass. n. 784/2017

In tema di amministrazione di sostegno, i provvedimenti non aventi carattere decisorio ma meramente gestionali assunti dal giudice tutelare (nella specie, decreti con i quali vengono liquidate alcune indennità in favore dell'amministratore) non sono suscettibili di reclamo alla corte d’appello ex art. 720-bis c.p.c., bensì di reclamo al tribunale in composizione collegiale ai sensi dell’art. 739 c.p.c., trattandosi di provvedimenti che riguardano l'amministrazione, emanati in applicazione dell’art. 379 c.c. Peraltro, la dichiarazione di inammissibilità del reclamo da parte del giudice dell'appello ha natura di dichiarazione di incompetenza, con conseguente prosecuzione del giudizio davanti al competente tribunale in composizione collegiale attraverso il meccanismo della “translatio iudicii”.

Cass. n. 2985/2016

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno che sono emanati in applicazione dell'art. 384 c.c. (richiamato dal successivo art. 411, comma 1, c.c.) e restano logicamente e tecnicamente distinti da quelli che dispongono l'amministrazione, dovendosi limitare la facoltà di ricorso ex art. 720 bis, ultimo comma, c.p.c., ai soli decreti di carattere decisorio, quali quelli che dispongono l'apertura o la chiusura dell'amministrazione, assimilabili, per loro natura, alle sentenze di interdizione ed inabilitazione, senza estendersi ai provvedimenti a carattere gestorio.

Cass. n. 10187/2011

È inammissibile il ricorso per cassazione, a norma dell'art. 720 bis, ultimo comma, c.p.c., avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di rimozione e sostituzione ad opera del giudice tutelare di un amministratore di sostegno, avendo tali provvedimenti carattere meramente ordinatorio ed amministrativo e dovendo riferirsi tale norma soltanto ai decreti, quali quelli che dispongono l'apertura o la chiusura dell'amministrazione, di contenuto corrispondente alle sentenze pronunciate in materia di interdizione ed inabilitazione, a norma dei precedenti art. 712 e seguenti, espressamente richiamati dal primo comma dell'art. 720 bis.

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Quesiti degli utenti
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Cristina V. chiede
martedì 03/10/2017 - Emilia-Romagna
“In qualità di Amministratore di Sostegno e in relazione al predetto art 374, comma 4, chiedo se i contratti di locazione di durata inferiore al periodo, indicato al predetto articolo, possano essere sottoscritti direttamente dall'Amministratore, datane contestuale comunicazione al Giudice Tutelare o si ritenga necessaria la preventiva autorizzazione dello stesso. Preciso che il Decreto di nomina ad Amministratore richiama in merito i predetti articoli del Codice.”
Consulenza legale i 09/10/2017
In generale, l’autorizzazione di cui alla norma è necessaria solo ed esclusivamente per i contratti di locazione di durata superiore ai nove anni ed in tal caso - come in tutti gli altri casi elencati dalla norma stessa - non solo l’autorizzazione è necessaria, ma deve necessariamente precedere il compimento degli atti stessi.

Per i restanti atti e per i contratti di locazione di durata inferiore ai nove anni, invece, l’autorizzazione non è necessaria.
Nemmeno serve la contestuale comunicazione al giudice tutelare: il compimento degli atti di gestione dell’amministratore di sostegno, infatti, viene comunque portata a conoscenza del Giudice con la presentazione della relazione periodica di cui all’art. 405 cod. civ. n. 6: “Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione: (…) 6) della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario”.

La disciplina sull’amministrazione di sostegno fa parziale riferimento a quella sulla tutela (art. 411 cod. civ.: “Norme applicabili all’amministrazione di sostegno”): il che significa, per tornare al quesito specifico, che le locazioni ultranovennali avranno sempre bisogno della preventiva autorizzazione del Giudice.

Per quelle di durata inferiore, invece, il decreto di nomina dell’amministratore potrebbe contenere indicazioni particolari (ad esempio prescrivere, ugualmente, la preventiva autorizzazione o altre formalità): l’art. 405 già citato, infatti, stabilisce che il decreto di nomina definisce oggetto, ampiezza e limiti dell’amministrazione di sostegno (ne è, in buona sostanza, la fonte regolamentare principale).

Nel caso di specie, tuttavia, è scritto nel quesito che il decreto – in materia di locazioni – si limita a richiamare le norme del codice civile: il che significa che, come illustrato all’inizio, la preventiva autorizzazione non servirà per la stipula di contratti di locazione inferiore al novennio.