La crescente sensibilità nei confronti del diritto del minore di età a vedersi assicurata una normale crescita nell'ambito di una famiglia accogliente favorisce il ricorso allo strumento dell'adozione, laddove tale diritto, nonostante interventi di sostegno sociale, non può essere assicurato all'interno della famiglia naturale. L'adozione tratta gli istituti dell'affidamento e dell'adozione seguendo le linee tracciate dalla legge 4 maggio 1983, n. 184 (così come... (continua)
Ad undici anni di distanza dalla pubblicazione della prima edizione viene data alle stampe una nuova edizione dei volumi dedicati al Diritto di famiglia del presente Trattato, profondamente rinnovata ed ampliata, per tenere conto delle numerose ed importanti novità normative e della significativa evoluzione giurisprudenziale e dottrinaria tipica di una materia in rapida e continua evoluzione, al fine di tenere il passo con l'evolversi della moderna società. Nei quattro volumi... (continua)
L’adozione, insieme con la separazione ed il divorzio, costituisce il “cuore” del diritto di famiglia e dà luogo ad un gran numero di procedimenti , che si svolgono dinanzi al tribunale per i minorenni ed impegnano gli operatori del diritto, tra cui molti giovani avvocati che, con entusiasmo, si dedicano a questa materia. La normativa relativa all’adozione è stata oggetto di riforma nel 2001, ma alcuni contenuti di essa sono entrati in vigore... (continua)
L'adozione internazionale di minori è un istituto che, al di là di un'apparente semplicità, presenta notevoli aspetti critici, sia sul piano umano ed emotivo che su quello giuridico.
Le autrici di questo volume hanno voluto realizzare un testo fortemente pragmatico in grado di rispondere, in maniera chiara e puntuale, agli interrogativi che la procedura dell'adozione internazionale solleva agli aspiranti genitori e per chi, eventualmente, li assiste i... (continua)
Il tribunale, in camera di consiglio [c.p.c. 737], sentito il pubblico ministero [c.p.c. 738] e omessa ogni altra formalità di procedura, provvede con sentenza decidendo di far luogo o non far luogo alla adozione [298]. L'adottante, il pubblico ministero [c.p.c. 740], l'adottando, entro trenta giorni dalla comunicazione [c.p.c. 739 2], possono proporre impugnazione avanti la Corte d'appello, che decide in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero [c.p.c. 739 1].
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
161Non è sembrata giustificata la proposta di far pronunziare l'adozione mediante sentenza anziché mediante decreto. Il carattere pubblicistico rimane ben chiaro qualunque sia la forma che assume il provvedimento dell'autorità giudiziaria.
Se l’adottato è maggiorenne, egli può acquistare la cittadinanza italiana per naturalizzazione, decorso un periodo di residenza legale in Italia di cinque anni successivamente all’adozione.
La regola è sancita dall'art. 9 delle legge n. 91 del 5/12/1992: "La cittadinanza italiana puo' essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'interno: [...] b) allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente alla adozione".
HARTE, martedì 25 gennaio 2011 , chiede:
Vorrei sapere, ringraziando anticipatamente, se un adulto che viene adottato ha diritto di acquistare oltre al cognome anche la cittadinanza di chi lo adotta.