L'opera affronta le seguenti tematiche: danno morale e danno psichico; le c.d. micropermanenti e macropermanenti; handicap e danni da malformazioni del feto e da nascita indesiderata; danni agli occhi, all'apparato uditivo, agli arti; ruolo delle allegazioni e delle presunzioni; danno da lesione del rapporto parentale.
(continua)Gli studi sulla responsabilità da atto lecito ed il fondamentale problema della sua estensione operativa hanno costantemente oscillato tra una visione in termini di eccezionalità/deroga ed una ricostruzione che tende a modellarla in termini generali sul paradigma delle responsabilità civile di tipo extra contrattuale. L'opera, partendo dalla teoria del danno non ingiusto, ne analizza le ricadute all'interno dei diversi settori dell'ordinamento giuridico, ove il... (continua)
La nuova edizione presenta una trattazione completa e sistematica dell'evoluzione giurisprudenziale relativa alla disciplina codicistica, puntualmente riletta alla luce degli orientamenti della dottrina e delle incessanti innovazioni legislative intervenute. Il coordinamento della trattazione giurisprudenziale e dottrinale del codice civile con quella delle norme complementari, operato sia attraverso un sistematico richiamo alla normativa correlata sia mediante appendici che contengono... (continua)
Il risarcimento dovuto al danneggiato si deve determinare secondo le disposizioni degli articoli 1223 (1), 1226 (2) e 1227 (3). Il lucro cessante è valutato dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze del caso [1226].
(1) L'art. 1223 stabilisce che è risarcibile il danno patrimoniale, cioè quel danno che si traduce direttamente in un pregiudizio del patrimonio del danneggiato. Il danno patrimoniale si distingue in: a) danno emergente: consistente nella perdita di valori economici già esistenti nel patrimonio del danneggiato, in altri termini nella diminuzione di quel patrimonio cagionata direttamente dall'illecito; b) lucro cessante: cioè il mancato guadagno che deriva direttamente dall'illecito.
(2) L'art. 1226 stabilisce che il danno patrimoniale, se non può essere determinato nel suo preciso ammontare, deve essere liquidato dal giudice con una valutazione equitativa.
(3) L'art. 1227 stabilisce che, se il danno è stato cagionato anche da un fatto colposo del creditore, il risarcimento dovuto dal danneggiante deve essere diminuito. La norma non richiama l'art. 1225 che limita, in materia di responsabilità contrattuale, il risarcimento ai soli danni prevedibili; sicché, in materia extracontrattuale sono risarcibili anche i danni imprevedibili e futuri.
(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
801L'art. 2056 del c.c. regola la valutazione dei danni con gli stessi criteri stabiliti nel caso di inadempimento di un'obbligazione preesistente. Il mancato richiamo dell'art. 1225 del c.c. crea però una differenza ed è questa: se l'inadempimento è colposo, non debbono essere risarciti i danni non prevedibili; invece, se il fatto illecito extracontrattuale è doloso o colposo, il danno, prevedibile o no, deve essere risarcito per intero, sempre che tra fatto o danno corra il nesso di causalità. Non si è accolto cosi il principio di commisurare il risarcimento al grado della colpa. Non si è ritenuto necessario dichiarare che sulle somme dovute a titolo di risarcimento decorrono gli interessi dalla data del fatto illecito, anche prima della loro liquidazione, perché tale decorrenza è legittimata dal principio che gli interessi concorrono a completare il risarcimento dovuto. Si è lasciata alla dottrina e alla giurisprudenza la determinazione del momento a cui devesi aver riguardo per la stima del danno; tale determinazione si deduce dal principio acquisito che si deve risarcire il danno certo, presente o futuro, e che le sopravvenienze sono rilevanti solo se integrano una causa di danno non considerata neppure genericamente nel primo accertamento, salve le disposizioni particolari, come in materia di infortuni sul lavoro.
Un nuovo testo sulla responsabilità civile che riorganizza il pensiero non partendo dal dato codicistico ma dalla evoluzione giurisprudenziale. Le questioni affrontate sono un esauriente approfondimento dei temi che la pratica ha chiesto di risolvere. Trattazione completa ed esaustiva del tema, dando particolare rilievo all'evoluzione della giurisprudenza, soprattutto di quella relativa alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Cassazione, ed agli ultimi interventi del legislatore,... (continua)
L'idea che una nuova vita, ritenuta di per sé dono di valore inestimabile, possa talora tramutarsi - anche - in evento "indesiderato" e costituire addirittura un pregiudizio risarcibile ha per lungo tempo ripugnato alla coscienza comune. Il progressivo potenziamento dei diritti della personalità e in particolare la valorizzazione dei principi costituzionali di libertà e autodeterminazione dell¿individuo e del gruppo familiare, hanno tuttavia poco per volta... (continua)
Il volume prende in analisi la complessa tematica della responsabilità della Pubblica Amministrazione, sempre ancorando il proprio angolo di visuale alla traiettoria evolutiva del processo di erosione dell'immunità e della posizione di privilegio che storicamente sono state riconosciute all'azione dei poteri pubblici. Ciò con riguardo non solo agli aspetti sostanziali, ma anche e soprattutto a quelli processuali, recentemente investiti dalle rilevanti innovazioni... (continua)
Questo volume affronta la complessa tematica della responsabilità dell'avvocato, proponendo un'analisi dettagliata delle sue diverse sfaccettature ed illustrando le conseguenze e gli aspetti ad essa connessi sotto il profilo civilistico, penalistico e deontologico. L'autore, perfettamente in linea con la filosofia cui è improntata la Collana Tribuna Juris, tratta l'argomento in esame, muovendo innanzitutto, nella I parte, dai casi pratici sottoposti all'attenzione della... (continua)